Sospesa temporaneamente l’operatività della sala emodinamica dell’UTIC dell’Ospedale Masselli Mascia di San Severo dal 25 luglio 2025: disagi all’utenza dell’Alto Tavoliere pugliese fino a data da destinarsi

(DAUNIACOM) La sala emodinamica dell’UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) dell’Ospedale Teresa Masselli Mascia di San Severo è fuori uso dal 25 luglio 2025: disagi all’utenza dell’intero comprensorio fino a data da destinarsi. Il nosocomio sanseverese può solo stabilizzare pazienti acuti e gli stessi dovranno ricevere le cure solo dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e dal Policlinico Riuniti di Foggia. L’auspicio è che il sistema di raffreddamento dell’angiografo venga rispristinato al più presto. Il danno per l’utenza è realmente concreto per la gestione in carico in urgenza delle patologie cardiovascolari. Lo si apprende da una formale comunicazione datata 30 luglio 2025 realizzata dalla Struttura Complessa di Cardiologia (che include anche UTIC e Riabilitazione Cardiologica) dell’Ospedale di San Severo inviata alla Centrale Operativa Provinciale del 118, alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale di San Severo, alla Direzione del PS di San Severo, alla Direzione Medica del Policlinico Riuniti di Foggia ed alla Direzione Medica dell’ IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Ad oggi 8 agosto 2025 lo scenario non è cambiato.

AL MASSELLI MASCIA CRITICITA’ ANCHE IN ALTRI REPARTI A RIDOSSO DI FERRAGOSTO

Oltre a non avere la piena funzionalità dell’UTIC il Masselli Mascia in questi giorni ha anche altri problemi. Nel reparto di Ortopedia tutte le notti incluso sabato e domenica non c’è la reperibilità medica. Con uno scenario del genere è chiaro che se arrivano urgenze in Pronto Soccorso i pazienti andranno a Foggia e San Giovanni Rotondo già saturi per il loro già fisiologico elevato bacino di utenza.

LA CHIUSURA DEI PICCOLI OSPEDALI COSA HA PORTATO DOPO QUINDICI ANNI NELL’ALTO TAVOLIERE? L’OSPEDALE DI SAN SEVERO DA’ RISPOSTE ALL’UTENZA DA OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO?

Con questo scenario e con altri problemi irrisolti che vengono da lontano, sono in tanti a porsi ora qualche quesito. La Regione Puglia con l’appoggio dei consiglieri regionali sanseveresi ha imposto la deliberazione 2791 del 15 dicembre 2010 chiudendo i seguenti ospedali in Capitanata: il San Giacomo di Torremaggiore, l’Umberto I di San Marco in Lamis e il San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo. La decisione fu presa con l’obiettivo di razionalizzare le risorse e migliorare l’efficienza del sistema sanitario.
A distanza di anni dalla chiusura, sono ancora attese le attivazioni dei nuovi servizi sanitari territoriali previsti dal 2011, confermati nel 2015 e poi tagliati nel 2019 dalla Giunta Emiliano. Questo ha alimentato ulteriormente le proteste e le richieste di ripristino dei servizi ospedalieri chiusi. Nel frattempo non c’è stata alcuna razionalizzazione delle risorse regionali, la spesa sanitaria è impazzita, si fa un ricorso incredibile ai medici gettonisti per tenere aperte le strutture, le liste d’attesa non si sono ridotte, è aumentata la mobilità passiva dell’utenza ed ora con questi scenari che mettono a rischio il diritto alla salute di ogni cittadino che fine faremo? Ci rendiamo conto? Tre comunità hanno perso il proprio ospedale per molto meno e dopo quindici anni che scenario abbiamo? A voi le risposte. La centralizzazione a tutti i costi non paga e l’utenza come al solito ci rimette.



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