
“Di fronte al nuovo femminicidio che ha visto vittima una donna lavoratrice, ben voluta da tanti, che si sacrificava in un lavoro stancante ma con grande dignità, siamo giustamente tutti rattristati e sgomenti. Ma dobbiamo necessariamente fare un pubblico attestato di assunzione di responsabilità e, in parte, anche di colpa – dichiarano congiuntamente Carla Costantino, segretario generale della Cisl di Foggia, e Bianca Mangiarano responsabile del Coordinamento politiche di genere, sempre della Cisl di Foggia – Fatima Hayat aveva denunciato il suo aguzzino, CAV e associazioni si erano attivati, erano scattate la procedura del Codice Rosso e le misure restrittive nei confronti del suo ex compagno. Non è bastato. Evidentemente vanno potenziate le azioni, gli strumenti ed i mezzi di tutela per proteggere la donna vittime di minacce. La mancanza cronica di uomini nelle Forze di Polizia indebolisce la misura della protezione. Dobbiamo sforzarci di chiedere con più voce e insistenza nuove assunzioni. E dobbiamo anche chiedere l’adozione di un sistema di tutela più efficace, che possa utilizzare tecnologie all’avanguardia. La vita di molte donne, specialmente le lavoratrici che dimostrano indipendenza economica verso chi le vorrebbe succubi, calpestate e violate, ha un valore incalcolabile. Che lo siano anche gli interventi che devono essere speciali, mirati, particolari e dedicati”.
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