CARITAS E UFFICIO MIGRANTES DI SAN SEVERO RICORDANO MAMINA NYASSY IL 31 MARZO 2026 ALLE ORE 18 AL GHETTO ARENA

Con un incontro di preghiera interreligiosa, alle ore 18,00 di Martedì 31 marzo, a San Severo, sarà ricordato il giovane del Gambia Mamina Nyassy, ucciso nel corso di una lite finita in tragedia.

La particolare cerimonia, durante la quale saranno letti testi e preghiere cristiane ed islamiche, si terrà, in contrada Sant’Elia, non lontano dal cimitero di San Severo, nello stesso posto dove Mamina viveva: il ghetto “Arena, un insediamento informale, spazio di marginalità estrema, fatto di baracche, sporcizia, isolamento, precarietà e invisibilità, lontano dagli occhi della città e spesso anche dal cuore della società, dove vivono centinaia di giovani africani, che arrivano in Italia con speranze e sogni, che finiscono quasi sempre in un limbo di fragilità sociale, giuridica e umana.

«Sarà un momento di silenzio, preghiera e fraternità. – dicono don Andrea Pupilla e don Nazareno Galullo, rispettivamente Direttore della Caritas Diocesana e dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di San Severo – Un incontro di preghiera fra persone di diverse religioni, aperto ad ogni donna o uomo di buona volontà, per sostare insieme davanti al dolore e custodire il valore di ogni vita umana e come segno di comunione, umanità e speranza».

All’iniziativa, partita dalla Caritas e dall’Ufficio Migrantes della Diocesi di San Severo, realtà da tempo impegnate accanto ai fratelli migranti, condividendone fatiche, speranze e dignità, parteciperà anche il Vescovo Mons. Giuseppe Mengoli.

«Non si tratta solo di fare memoria di un fatto tragico, che ha visto la morte violenta di un giovane immigrato – spiegano don Andrea e don Nazareno – ma l’incontro vuole essere un risveglio di coscienza, per ricordare Mamina, per riconoscere il volto di ogni uomo e donna, per non abituarsi all’indifferenza e custodire insieme ciò che ci rende umani. Ribadiamo ancora una volta che come Chiesa sentiamo il dovere di dire che i ghetti non possono essere una risposta e che non possiamo accettare che esistano luoghi dove uomini e donne restano invisibili, tollerati finché lavorano nei campi e dimenticati nel resto del tempo».

Appuntamento, quindi, al ghetto “Arena” di San Severo, alle ore 18,00 di Martedì 31 marzo 2026

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