NOI MODERATI CAPITANATA – VICENDA DELLI NOCI, BARI TREMA TRA SILENZI ED OMISSIONI, FOGGIA APPESA AD UN’INTESA TROPPO FRAGILE

La politica pugliese è scossa ancora una volta da un terremoto giudiziario che vede protagonista l’ormai ex assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci (ritenuto partecipe di un’associazione a delinquere finalizzata a corruzione, turbativa d’asta e frode nei finanziamenti pubblici), che ha rassegnato le dimissioni, accolte dal presidente Emiliano che ha avocato a sé le deleghe.

Ci lasciano perplessi diversi comportamenti: anzitutto quelli dello stesso Delli Noci, che se fosse stato certo della sua totale estraneità ai fatti avrebbe lottato per i suoi diritti e non si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere.

Su questo, però, indaga la magistratura, in cui noi abbiamo piena fiducia. Sarà certamente fatta chiarezza, che perché questa è una vicenda grave, che getta un’ombra pesante sull’amministrazione regionale e che merita trasparenza assoluta. Siamo garantisti e attenderemo il corso degli eventi.

Ciò che però più colpisce in questa ennesima turbolenza che investe il centrosinistra pugliese,

è il silenzio di tutta la fazione vicina ad Emiliano, compreso il Movimento 5 Stelle, che non ha fatto mancare negli anni le bacchettate di Conte e dei suoi seguaci, per culminare con le dimissioni dell’ex assessore Rosa Barone.

Ieri bastonate, oggi un complice mutismo, a cui si aggiungono tutte le forze (forze è un eufemismo) del centrosinistra, a partire da PD e CON.

Subbuglio in Regione, ma a Foggia?

A Foggia, purtroppo, il “campo largo” si è rivelato più una scommessa persa che una soluzione. L’idea di un’ampia coalizione che includesse diverse anime del centrosinistra e forze civiche, nata con l’ambizione di rilanciare la città con la cabina di regia improbabile dei Contiani ed un sindaco che non ha idea di quale sia la sua appartenenza (sic!), ha finito per mostrare tutte le sue intrinseche fragilità.

Non si è trattato solo di difficoltà nel trovare una sintesi efficace tra le diverse componenti, ma il problema è stato ben più profondo. Il campo largo foggiano si è scontrato con una paralisi decisionale cronica, frutto di una difficoltà insormontabile a conciliare interessi divergenti e visioni politiche spesso contrapposte.

Invece di un’azione amministrativa snella e decisa, abbiamo assistito a una stasi quasi totale, con la città che continuava e continua a dibattersi tra problemi irrisolti e opportunità mancate.

La corsa alle poltrone, invece, è l’unica ad essersi fatta notare.

Se a Foggia il PD, i civici e soprattutto il M5S dicono di convivere ‘Anema e Core’ (ma di fatto non ci riescono e questo lo dice la cronaca di ogni giorno a Palazzo di Città), a livello regionale, nel governo Emiliano, non esiste traccia dei pentastellati, che sono usciti da tempo dalla giunta: è evidente che ci sia una discrepanza importante tra Comune di Foggia e Regione, che dicono di convergere in un unico punto ma di fatto non lo fanno.

E quindi Foggia che futuro avrà?

Il silenzio, assordante e imbarazzante, di coloro che fino a ieri si ergevano a paladini della legalità, a feroci critici di ogni ombra di opacità, cioè Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle, è l’ennesimo campanello d’allarme di un crollo imminente.

Perché il silenzio? Forse perché i pentastellati attendono poltrone in un eventuale rimpasto regionale? Non sarebbero coerenti con se stessi.

Eppure il centrosinistra disastrato deve per forza fare affidamento sull’appoggio esterno dei contiani per andare avanti.

La verità è che questo silenzio comune nel centrosinistra è sintomatico di una profonda incoerenza. Il M5S era nato con la promessa di “spazzare via la vecchia politica”, ma sembra aver perso la sua bussola morale una volta entrato nelle stanze del potere, soprattutto a livello locale, proprio come a Foggia. Il PD e CON, dal canto loro, non sanno che pesci prendere.

E se tutto questo fosse accaduto nel centrodestra? Quante crocifissioni ci sarebbero state?

Quale sarà la posizione del delfino di Michele Emiliano, Antonio Decaro? La vicenda Delli Noci e le sue conseguenze politiche come influiranno sul flebile equilibrio foggiano e regionale?

“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!”, avrebbe detto il grande Gino Bartali.

Come esponente del centrodestra pugliese e segretario provinciale di Noi Moderati – Capitanata, non posso che denunciare questa grave lacuna.

La Puglia merita risposte, non silenzi complici.

𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗕𝗼𝗿𝗴𝗲𝘀𝗲

𝗖𝗼𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗣𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗡𝗢𝗜 𝗠𝗢𝗗𝗘𝗥𝗔𝗧𝗜

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