LETTERA APERTA DELL’ATTORE FABRIZIO GIFUNI: DIMISSIONI DA PRIMAVERA AL GARIBALDI

Riteniamo doveroso per la cittadinanza di Lucera, per il pubblico pugliese e per i non pochi spettatori provenienti da diverse regioni italiane che negli scorsi anni hanno seguito con interesse e passione il programma degli spettacoli del progetto teatrale denominato “PrimaVera al Garibaldi”, rendere pubblica la lettera inviata lunedì 16 giugno ai rappresentanti delle Istituzioni Comunali della città di Lucera e della Regione Puglia. Con questa lettera abbiamo comunicato l’interruzione, irrevocabile, del nostro rapporto di collaborazione gratuito offerto dal 2017, essendo stati costretti ad annullare il programma costruito, anche quest’anno con pazienza e non poca fatica, previsto dalla fine di luglio alla prima settimana di settembre. A questa dolorosa decisione, che mai avremmo voluto prendere, siamo stati costretti essendo venute meno le condizioni minime – organizzative e di rispetto – per poter proseguire questo lavoro, illustrate nella lettera. Abbiamo atteso invano per più di sei mesi una condivisione della bozza di programma degli eventi legati a “Lucera Capitale regionale della Cultura”, indispensabile per poter costruire la nostra rassegna estiva, evitando deleterie sovrapposizioni, penalizzanti per tutti, senza avere mai nessuna risposta. Conoscendo bene i consueti ritardi burocratici che si possono determinare in queste occasioni, abbiamo deciso responsabilmente di andare comunque avanti, mettendo insieme il programma della rassegna, sia pure al buio. Arrivati alla metà di maggio però, avendo accumulato un ritardo che aveva in parte già compromesso la buona riuscita della manifestazione, animati da una pazienza già abbondantemente messa alla prova, abbiamo scritto il 16 maggio una mail ultimativa, chiedendo risposte immediate su una serie di questioni, indirizzandola al Sindaco di Lucera, al coordinatore dei cosiddetti “eventi cittadini” Pasquale Gatta e, per conoscenza al Direttore di Puglia Culture, Sante Levante. Nessuno ha risposto. Dopo una settimana, il 22 maggio, siamo stati costretti a scrivere una seconda mail, sempre agli stessi destinatari, come ultimo e generoso campanello d’allarme. Incredibilmente, anche in questa occasione, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. A seguito di un’ultimo tentativo fatto telefonicamente il 3 giugno da Natalia Di Iorio, sempre per nostra iniziativa, la sera del 5 giugno ci giungeva una mail dove, per la prima volta, ci veniva sottoposto un calendario degli eventi legati a “Lucera Capitale regionale della Cultura” dal quale si evinceva, come ampiamente temuto, l’impossibilità di attuare il programma stabilito. Infine dopo un ultimo tentativo fatto autonomamente da Natalia Di Iorio – per il sottoscritto la misura e il rispetto dovuti erano stati già ampiamente superati – per chiedere che fossero spostate alcune date, abbiamo ricevuto notizia, tramite messaggio, che due date dei cosiddetti eventi risultavano comunque inamovibili. Su ulteriori particolari di questa triste cronaca, sarà meglio soprassedere. Preferiamo consegnarli al silenzio.

CHI E’ FABRIZIO GIFUNI

Attore fra i più affermati del panorama italiano teatrale e cinematografico. E’ autore oltre che interprete di numerosi spettacoli, fra i quali il pluripremiato “Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione”, con la regia di Giuseppe Bertolucci e il suo ultimo progetto – “I fantasmi della nostra storia” – dittico dedicato ai corpi fantasmatici di Moro e Pasolini, di cui ha curato anche la regìa (“Con il vostro irridente silenzio-studio sulle lettere dalla prigionia e sul Memoriale di Aldo Moro” e “Il male dei Ricci”). E’ stato protagonista di importanti lavori teatrali fra i quali “Antigone” per il teatro greco di Epidauro, per la regia di Theo Terzopoulos (1995/97), “Lehman Trilogy” regia di Luca Ronconi (2014) e “Freud o l’interpretazione dei sogni” regia di Federico Tiezzi (2015), questi ultimi su testi di Stefano Massini per il Piccolo Teatro di Milano. Al cinema e in televisione ha preso parte a oltre quaranta pellicole, collaborando con i più importanti registi italiani, fra i quali Gianni Amelio, Marco Tullio Giordana, Liliana Cavani, Giuseppe Bertolucci, Paolo Virzi, Pupi Avati e Daniele Vicari. Marco Bellocchio lo ha scelto, negli ultimi dieci anni, come interprete di quattro dei suoi lavori: Fai bei sogni (2016), Esterno notte (2022), Rapito (2023) e Portobello (previsto per il 2026). E’ il protagonista di uno dei film più amati di questa stagione: “Il tempo che ci vuole” di Francesca Comencini, per il quale ha vinto il Nastro d’Argento come migliore interprete dell’anno. Oltre ai più importanti riconoscimenti teatrali (Premi Ubu e Maschere d’oro) ha ricevuto sette candidature e ha vinto due volte il David di Donatello come miglior attore non protagonista per il film Il capitale umano di Virzì e come miglior attore protagonista per l’interpretazione di Aldo Moro in
Esterno notte.

ESTRATTO ORIGINALE DELLA LETTERA INVIATA ALLE AUTORITA’

Al Sindaco del Comune di Lucera, dott. Giuseppe Pitta
All’Assessore alla Cultura del Comune di Lucera, dott.ssa Mariangela Battista
Al coordinatore degli eventi di Lucera Capitale regionale della Cultura, dott. Pasquale Gatta
Al Vice Presidente della Regione Puglia, dott. Raffaele Piemontese
Al Soprintendente Archeologico, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-
Andria-Trani e Foggia, dott.ssa Anita Guarnieri
Al Direttore di Puglia Culture, dott. Sante Levante


Gentilissime e gentilissimi,
è mia ferma intenzione, con questa lettera, comunicarvi che è arrivato purtroppo il momento di
mettere un punto, dolorosamente finale, alla collaborazione che io e Natalia Di Iorio abbiamo
offerto, con entusiasmo e non poca fatica, a questa come alla precedente Amministrazione
Comunale di Lucera e a Puglia Culture, mettendo a disposizione della città e della Regione, per
otto anni consecutivi, a titolo completamente gratuito (caso forse unico nella prassi culturale
italiana), le nostre competenze e la nostra professionalità attraverso la programmazione teatrale
fatta al Teatro Garibaldi e all’Anfiteatro Augusteo di Lucera, dal 2017 in avanti, con il progetto
denominato “PrimaVera al Garibaldi”. Esperienza ed esempio, credo importante, di
cittadinanza attiva e di lavoro culturale che termina, purtroppo, oggi, in modo irrevocabile,
essendo venute meno anche le ultime condizioni minime – organizzative e di rispetto – per
poter proseguire questo lavoro. Dopo aver fatto, per mesi, ogni tentativo possibile per
assicurare la buona riuscita della nuova edizione di PrimaVera al Garibaldi siamo stati costretti a
prendere atto che gli spettacoli previsti, già concordati con le compagnie, non potranno andare
in scena.
Abbiamo segnalato ripetutamente, dalla fine del 2024, la necessità di ricevere per tempo,
in condivisione, una bozza degli eventi relativi a Lucera Capitale regionale della cultura 2025
per evitare, come spesso accaduto in passato, deleterie sovrapposizioni con il programma estivo
di PrimaVera al Garibaldi che si sarebbe andati a costruire. E ciò al netto del fatto che anche
come membro del Comitato Tecnico-Scientifico di Lucera Capitale non sono stato mai
consultato nè ho mai ricevuto, come credo nessuno degli altri, alcuna informazione circa il
criterio e la visione, oltre che i contenuti, del suddetto programma, né prima né dopo
l’inaugurazione del 5 marzo 2025. Nonostante questo insieme a Natalia Di Iorio, per il bene
della città, abbiamo deciso di andare avanti, continuando a costruire il programma e continuando
inutilmente a chiedere un calendario. Infine, dopo umilianti attese protratte per mesi, telefonate,
messaggi e mail ultimative, ancora una volta dietro nostra richiesta, riceviamo via email,
incredibilmente per la prima volta, dal coordinatore designato Pasquale Gatta, il cosiddetto
programma degli eventi giovedì 5 giugno 2025 alle ore 19,35 dal quale, come ampiamente
temuto e previsto, si evinceva l’impossibilità di attuare l’intero programma, accuratamente
meditato, della rassegna PrimaVera al Garibaldi 2025.
Giunti al nono anno del nostro lavoro si conferma, per l’ennesima volta, l’avvilente
impressione che non ci sia mai stata alcuna cognizione di cosa comporti e di quanto tempo
occorra per costruire una rassegna teatrale di livello nazionale e internazionale, nè a questo
punto forse una vaga idea del regalo ricevuto in questi anni. Sarebbero troppo lunghi da
elencare tutti gli episodi che in questo lungo arco di tempo, e fino a pochi giorni fa, ci hanno dato
purtroppo inequivocabile conferma che non si sia mai realmente compreso, al di là di parole di
circostanza, la generosità e la portata di questa azione progettuale. Quale sia l’importanza di un
progetto culturale completamente libero e non asservito a logiche di scambio. Il pensiero,
insomma, di aver sempre parlato lingue diverse.
Siamo stati, sia detto per dovere di cronaca, svariate volte, nel corso degli anni, sul punto di
arrivare a questa dolorosa decisione, non essendo mai mancati nelle diverse edizioni precedenti,
continui ritardi, palesi disattenzioni, quando non veri e propri ostacoli messi fra le ruote da questo
o da quel tal dei tali, che occupava in quel momento, per opinabili meriti, incarichi pubblici.
Tuttavia abbiamo sempre evitato, fin qui, di chiudere questa collaborazione o di alimentare

polemiche che nei piccoli centri, come nei grandi, non mancano mai e non servono a nulla.
L’abbiamo fatto, sino ad oggi, unicamente per l’affetto e la gratitudine dimostrata in tutto questo
lungo periodo da un’infinità di cittadini – alcuni dei quali hanno contribuito attivamente alla riuscita
delle varie stagioni – e, per quanto riguarda me, per l’amore e l’attaccamento sincero che porto,
come è noto a ciascuno di voi, a questa città e a questo territorio. Resta, dunque, inspiegabile
comprendere come mai proprio quest’anno, in occasione dell’altisonante titolo ottenuto dalla
città – ‘Lucera Capitale regionale della Cultura’ – si sia deciso di sfidare qualsiasi limite di
sopportazione del sottoscritto e di una straordinaria professionista dell’organizzazione teatrale
come Natalia Di Iorio. Essendo oggettivamente incomprensibile il perchè, con o senza
intenzione – ipotesi quest’ultima, se possibile, ancora più grave e offensiva – l’insipienza, la
noncuranza, la superficialità o la maldestra furbizia abbiano portato a questo inevitabile e
assai prevedibile esito.


E tutto questo, mi preme sottolinearlo, dopo essermi speso in prima persona per la
candidatura di Lucera a Capitale Italiana della Cultura 2026 e aver offerto, nonostante i miei
numerosi impegni professionali, il mio tempo e la mia attiva collaborazione anche in quella
circostanza e in particolare nella decisiva audizione ministeriale del marzo 2024.
Non senza un profondo imbarazzo, insieme a Natalia Di Iorio, abbiamo provveduto in queste
ore ad avvisare dell’annullamento della manifestazione tutti gli artisti e tutte le compagnie, anche
quest’anno di altissimo livello, ciascuna delle quali si era impegnata, anche in assenza di contratti
firmati, a tenere libera la propria unica preziosa data per venire a Lucera.


Resta, per fortuna, la gioia e la soddisfazione di aver fatto tanto e che la storia di due
magnifici edifici storici – il Teatro Garibaldi e l’Anfiteatro Augusteo di Lucera – sia tornata a brillare,
per quasi dieci anni, soprattutto in momenti così bui come quelli che stiamo vivendo. Resta la
possibilità data ai tanti cittadini che hanno saputo cogliere questa opportunità e alle non
poche persone che arrivavano negli ultimi anni a Lucera da tante altre Regioni, di aver visto
circa cinquanta spettacoli e aver conosciuto – e in molti casi scoperto – centinaia di grandi
artisti, di livello nazionale e internazionale, che mai altrimenti sarebbero arrivati a Lucera.
Il mio infinito e caloroso ringraziamento va alla generosità e alla pazienza di Natalia Di Iorio e a
tutte le persone, che sarebbe troppo lungo elencare, che in questi anni ci hanno aiutato sul
territorio a realizzare cose che sono certo resteranno nella memoria di molti.
Nel ringraziarvi per l’attenzione e per l’apprezzamento espresso negli anni passati, da molti di
voi, per il lavoro svolto, invio a ciascuno cordiali saluti.


Fabrizio Gifuni

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