Incassavano il reddito di cittadinanza per conto di persone ignare o sconosciute: la Procura di Foggia ha chiuso le indagini avviate nel 2022 e per alcuni sportellisti di Poste e Agenzia delle Entrate l’accusa è di peculato

Incassavano il reddito di cittadinanza per conto di persone ignare o sconosciute, nella maggior parte dei casi stranieri residenti in Capitanata ma anche fuori regione. Un meccanismo che ha consentito a quattro impiegati dell’ufficio postale e dell’Agenzia delle Entrate di San Severo di impossessarsi di un budget a più zeri con movimenti complessivi per oltre cinquecentomila euro. Si tratta di L.F. 42 anni di San Severo; C.T. 41 anni, di Cerignola; G.M. 52 anni, nato a Bisceglie ma residente a San Severo e di V. F. 68 anni di Torremaggiore. Nel periodo che va dal 6 luglio al 29 dicembre del 2021, con una serie di operazioni, i quattro accreditavano con documenti falsi, varie erogazioni incassando bonifici da conti intestate a persone ignare che in alcuni casi provvedevano anche ai versamenti tramite Pos. In un giorno, secondo quanto accertato dalla procura, si riuscivano a fare fino a 379 operazioni per dirottare il reddito di cittadinanza verso altri conti. Le persone interessate all’avviso di conclusione delle indagini avranno ora venti giorni di tempo per depositare memorie e documenti o chiedere anche di poter fare dichiarazioni spontanee per chiarire la propria posizione prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica. in questi casi è possibile anche optare per una giustizia riparativa. Infine come è noto per effetto della presunzione di innocenza, i quattro sportellisti risultano essere indagati e la loro eventuale colpevolezza sarà decisa nel contraddittorio tra le parti dinanzi all’Autorità Giudiziaria con le forme e le garanzie previste dalla legge.

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