San Giovanni Rotondo piange il dott Luigi Gatta Primario emerito della Neonatologia di Casa Sollievo della Sofferenza

Addio a Luigi Gatta, già primario dell’Unità di Neonatologia-Terapia Intensiva Neonatale e per 41 anni medico al servizio di Casa Sollievo della Sofferenza. I funerali si sono svolti il 28 novembre 2024 alle 16 presso la Chiesa San Giuseppe Artigiano di San Giovanni Rotondo

«È stato, era e sarà sempre il nostro ‘maestro’»

È scomparso ieri, all’età di 93 anni, il medico pediatra Luigi Gatta, già primario dell’Unità di Neonatologia di Casa Sollievo della Sofferenza. Nativo di Monte Sant’Angelo, dopo gli studi universitari iniziò a lavorare all’Ospedale di Padre Pio nel gennaio del 1963 come medico pediatra, ruolo che ricoprì fino a dicembre del 1982. Dal 1983 venne nominato primario della nascente Unità di Neonatologia-TIN, che ha contribuito a fondare, rimanendo in carica fino al pensionamento, nel giugno del 2004, dopo ben 41 anni di servizio.

ISCRIVITI AL CANALE WAPP DEL PORTALE WWW.DAUNIACOM.IT

Era un medico innamorato della sua professione, dotato di grande intuito clinico e profondamente umano. In carriera si è occupato di migliaia di neonati e bambini, seguendo alcuni fino all’età adulta. Come molti medici ed infermieri che lavorarono nella Casa Sollievo degli inizi, ha avuto più volte la possibilità di incontrare Padre Pio in convento, a fine turno, e in Ospedale quando il Frate vi si recava.

Con Padre Pio, mentre lo aiuta a sistemare la stola liturgica

Il 23 maggio del 1987, durante la visita a San Giovanni Rotondo di Papa Giovanni Paolo II, fu proprio Gatta ad accoglierlo in reparto, assieme all’allora direttore sanitario Giuseppe Gusso (in foto).

Così lo ricordano affettuosamente in reparto: “Il dottor Luigi Gatta è stato, era e sarà sempre il nostro maestro, il nostro esempio autorevole ma mai autoritario, molto professionale e aggiornato, mai ingombrante e mai assente. C’era sempre. Supportava i “suoi” medici anche nei protocolli più innovativi, e contava molto sul contributo delle infermiere. Se ancor oggi in reparto orientiamo sempre il nostro operato alla cura amorevole del neonato, all’accoglienza e al supporto dei genitori che assistono i propri piccoli nell’Unità di Neonatologia – Terapia Intensiva Neonatale, molto lo dobbiamo a lui, al suo approccio e ai suoi insegnamenti”.

Anche in pensione non ha mai davvero messo da parte il camice. Anche negli ultimi, quando poteva, ha continuato a partecipare ai convegni di medicina pediatrica e, il 17 novembre, alle celebrazioni e agli eventi per la “Giornata mondiale della prematurità” organizzati dal reparto.