“L’altro giorno l’attenzione si è soffermata sulle persone che si accalcavano dinanzi all’ingresso dei locali parrocchiali di una chiesa centrale di Foggia. Erano in fila per ritirare il pacco della Caritas. Una signora andando via ed incrociando lo sguardo di tanti, ha sussurrato: “Lavorasse almeno mio figlio. Invece nulla…”
Credo che questa scena valga come fotografia del tempo attuale, perché anche se non lo racchiude tutto, ne offre comunque uno spaccato significativo.
Certo, c’è altro, ma è il termometro di quale Pasqua si avvii a vivere una fetta corposa della gente dauna.
Che il mantenimento del tessuto sociale scricchioli da un po’ è cosa nota, ma questo non alimenta sfiducia e tanto meno rassegnazione, ma detta la consapevolezza di dover affrettare i tempi di intervento. Con convinzione, lucidità, programmazione e una buona dose di coraggio, che spinge a cercare soluzioni non scontate e magari vincenti.
Ovvio partendo e mettendo al centro il lavoro e con esso la tutela della dignità personale.
Il report che ci consegna la Cisl come Confederazione nazionale sul settore lavoro contiene alcuni dati significativi che evidenziano andamenti contrastanti, se è vero che l’occupazione di qualità è in crescita, ma la disoccupazione è ancora rilevante, soprattutto al Sud. Persistono sottoccupazione e inattività, soprattutto femminile e giovanile che convivono con le difficoltà delle aziende nel trovare il personale necessario. Una disponibilità di lavoro qualificato alla quale, ad esempio, il territorio dauno non sa offrire risposta positiva, sofferente come è di specializzazione ma anche di formazione mirata.
Sappiamo, purtroppo, che la disoccupazione è una piaga gravosa nel territorio foggiano, in particolare quella giovanile e quella femminile. In pratica da anni, quasi un giovane su due in Capitanata non lavora, come siamo costretti ad evidenziare spesso.
Ecco perché il ruolo delle forze sociali, negli ultimi tempi, è in parte cambiato: affianco alla tutela del lavoro si è unita l’azione, doverosa e imprescindibile, di concertazione con le istituzioni per intravedere e segnare nuove vie del lavoro. Sostanzialmente, il nostro impegno è speso, anche, per stimolare la fattibilità di progetti di inclusione lavorativa, affiancando ad essa la formazione, il controllo, il ruolo di sentinelle per la sicurezza sui luoghi di lavoro e di monitoraggio nella lotta al caporalato, al lavoro nero, all’illegalità. Per questo ci stiamo spendendo per la richiesta di apertura di tavoli a tema, per la stipula di patti territoriali, per l’individuazione di governace condivise in settori cruciali e strategici come il PNRR.
Le scelte strategiche che competono alla politica vanno supportate da un’azione di rete e di sistema, lo diciamo da tempo, e una certa inerzia istituzionale ci impone di ripeterlo.
Il nostro segretario nazionale Luigi Sbarra ha affermato nelle scorse ore che “Il lavoro in questi anni è stato a lungo calpestato, a vantaggio del profitto, con il risultato dell’aumento di povertà, disuguaglianze, precarietà, part-time involontari, continui incidenti nei luoghi di lavoro”. E sui rimedi, sempre Sbarra, ha suggerito di “ripensare il modello di sviluppo costruendo una economia sociale di mercato basata su partecipazione, sostenibilità, inclusione, giustizia sociale, un’economia al servizio delle persone”. Se ci pensiamo bene è quanto occorre alla Capitanata. Con una differenza emergenziale in più: più che di lavoro calpestato sull’altare del profitto, bisogna parlare di assenza proprio del lavoro.
Ecco perché, se è giusto in prossimità della Pasqua ispirarsi al significato cattolico di resurrezione, è altrettanto giusto auspicare e chiedere a gran voce che la rinascita della Capitanata non si fermi al palo.
Come Cisl di Foggia lanciamo il nostro appello alle istituzioni: “Abbattete gli steccati ideologici, non fatevi distrarre dalla campagna elettorale per le Europee e unitevi per intervenire. Ci sono tutti gli strumenti per farlo, anche finanziari, a partire dalla ZES e dal PNRR. E si faccia presto!”
I settori sono noti: agroalimentare, turismo, opere pubbliche e infrastrutturali, lotta alla mafia, alla illegalità, alla criminalità e al lavoro nero, abbattimento delle sperequazioni retributive ai danni delle donne, formazione mirata per evitare la fuga dei giovani di talento, potenziamento della medicina territoriale, assistenza agli anziani, interventi per le periferie sociali ed economiche, lotta alla sottocultura del non sapere e non volere fare.
La speranza è dentro di noi, l’augurio è che alimenti il coraggio di tutti.
Buona Pasqua!”
Carla Costantino
Segretario generale Cisl Foggia-Bat
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