Durante la seconda guerra mondiale la città di Foggia fu più volte attaccata da bombardamenti aerei da parte delle Forze Alleate anglo-americane. In particolare, nell’anno 1943 furono attuati i bombardamenti più devastanti sia a livello di perdite umane che a livello di perdite infrastrutturali, nel periodo compreso tra maggio e settembre. Uno dei peggiori fu proprio quello avvenuto il 22 Luglio di quell’anno, quando quaranta aerei “FORTRESS” della Royal Air Force attaccarono la città, distruggendone un intero rione e provocando 7643 morti tra i civili. Il 1943 viene ricordato, nella storia militare italiana della Seconda Guerra Mondiale, come un anno pieno di bombardamenti in molte città. La strategia militare degli alleati era quella di attaccare la popolazione per danneggiare il regime fascista. Foggia era un bersaglio importante, perché si temeva che dalla sua stazione ferroviaria potessero arrivare rinforzi alle truppe italiane posizionate in Sicilia. I bombardieri inglesi e americani divennero padroni dei cieli di Foggia e scaricarono centinaia di tonnellate di bombe che causarono morte e distruzione a Foggia.

La città di Foggia è stata insignita con la medaglia d’orto al valor civile dal Presidente del Consiglio Antonio Segni il 22 novembre 1959, per aver perso durante i bombardamenti 20.298 civili, e il 2 maggio 2006 la medaglia d’oro al valore militare di cui la recente consegna è stata eseguita il 25 aprile 2007 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

FOGGIA – MEDAGLIA D’ORO AL VALORE CIVILE
«Resisteva impavida alle offese della guerra, sopportando con stoico coraggio ripetuti bombardamenti aerei che causarono la perdita di oltre 20.000 cittadini; mai venendo meno alla sua fede nel libero avvenire della Patria. Maggio-settembre 1943.»
8 luglio 1959

FOGGIA – MEDAGLIA D’ORO AL VALORE MILITARE
«In occasione dei devastanti attacchi e bombardamenti aerei del 22 luglio e del 19 agosto 1943, la popolazione della città di Foggia seppe dare sublime testimonianza di coraggio e di altruismo allorché, con spregio del gravissimo pericolo della vita in atto, suoi figli civili e militarizzati seppero tra immani difficoltà impedire che i rovinosi incendi fossero portati a conseguenze più gravi e le vittime moltiplicassero, prodigandosi, mentre gli spezzoni venivano ancora furiosamente lanciati, oltre che nei soccorsi, nel sottrarre con lucida e provvida determinazione a ulteriori deflagrazioni e distruzioni i convogli ferroviari carichi di munizioni. Successivamente, nonostante quelle indicibili sofferenze e pesanti distruzioni, altri suoi figli trovarono la forza di opporsi in armi al nemico ostacolando, con rinnovato vigore, la manovra in ritirata delle truppe tedesche nei sobborghi della città, ormai sepolta sotto le macerie. Foggia, luglio – settembre 1943.»
2 maggio 2006

Di quel nefasto giorno sono state rese numerose testimonianze storiche. Una delle più accorate è proprio quella inerente gli avvenimenti del 22 Luglio, rilasciata dal Monsignor Fortunato Maria Farina, Vescovo di Troia e Foggia, che in una sentita missiva, indirizzata al Santo Padre Pio XII, diceva:
“La prima incursione, che fu veramente disastrosa per la città, fu quella del 22 luglio: l’obiettivo pare fosse la stazione ferroviaria, ma per riuscire nell’intento di annientarla, il nemico demolì rovinosamente un intero rione della città. E sicuramente l’azione si svolse in pochi minuti, fulmineamente nel momento stesso che sibilavano le sirene dell’allarme, sorprendendo le persone nel massimo affollamento lungo le vie per le attività mattutine, il mitragliamento, davvero barbaro e brutale, aggiungeva alle rovine ed alle vittime del rione demolito, una moltitudine di vittime abbattute per le strade, sui mercati, nella Villa comunale, ove molti avevan cercato di occultarsi sotto gli alberi»

Degna di nota è anche la cronistoria dei bombardamenti sulla città, raccontata dal giornalista e scrittore cerignolano Luca Cicolella (Cerignola, 10 Giugno 1924 – Foggia, 24 Ottobre 1986) nel suo libro intitolato “… E la morte venne dal cielo”, pubblicato una prima volta nel 1973 e una seconda volta nel 1983.
Il libro, oltre a raccontare la tragicità degli eventi, restituisce ai lettori una lucida e spettrale fotografia di come appariva la città di Foggia dopo i devastanti bombardamenti aerei; ridotta a un cumulo di rovine e macerie cosparse di cadaveri, resti umani e carcasse di animali, Foggia è descritta come una città fantasma, un cimitero a cielo aperto nel quale, di giorno, vagavano i disperati alla ricerca dei propri cari e di notte i predoni, senza scrupoli, intenti a depredare i cadaveri. Inoltre ladri armati si aggiravano in cerca di bottino per le abitazioni abbandonate, incuranti delle epidemie che sarebbero potute esplodere.
Nell’appendice dell’opera del Cicolella è riportata anche la sopra citata Relazione inoltrata nel 1943 dal vescovo Monsignor Farina al Papa , per informarlo dei bombardamenti subìti dalla sua città.


Edizioni IL CASTELLO.

