De Leonardis: Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Lastaria di Lucera chiuso dalle ore 20 fino alle 8 del mattino, ennesima vergogna e fallimento del governo Emiliano

“Da ieri il Pronto soccorso dell’ospedale ‘Lastaria’ di Lucera è operativo soltanto dalle ore 8 alle ore 20, ufficialmente per la positività al Covid 19 di alcuni componenti del personale, lasciando così scoperta tutta la fascia serale e notturna, e con gravi disagi e rischi per chi si sente male o è costretto a rivolgersi alla struttura in prossimità dell’orario di chiusura, e magari è in attesa dei risultati di esami e prelievi di fondamentale importanza per monitorare la propria salute al momento, e viene considerato alla stregua di un pacco postale da smistare da un reparto all’altro.
È l’ennesima conferma del progressivo smantellamento messo in atto dal governo Emiliano della sanità pubblica lucerina, e dell’abbandono del bacino di riferimento dell’ospedale, la popolazione dei Monti dauni, nonostante i proclami e le rassicurazioni dopo il passaggio dall’Asl Foggia al Policlinico Riuniti.
Già i lunghi mesi di chiusura del Pronto soccorso durante la prima ondata della pandemia avevano messo in ginocchio sia il servizio di emergenza-urgenza che l’utenza, con l’inevitabile intasamento del Pronto soccorso del Riuniti e il 118 in tilt per le troppe chiamate: adesso il drammatico copione si ripete, nell’indifferenza e nel silenzio assordante del centrosinistra locale e regionale che non osa ‘disturbare il manovratore’, il presidente-assessore alla Sanità che con le politiche dissennate di tagli del personale e dei servizi, e di accentramento selvaggio, ha prodotto la situazione attuale che era ed è fin troppo prevedibile, e che ho più volte pubblicamente denunciato. Personale ridotto ai minimi termini costretto a turni massacranti di 12 ore, cittadini che rischiano la vita in caso di insorgenza di malattie tempo-dipendenti, quando anche una manciata di minuti fa la differenza, servizio 118 nuovamente in affanno, totale ingestibilità del Pronto soccorso di Foggia, riferimento obbligato anche di un’ulteriore, considerevole utenza. E a pagare il conto salatissimo di scelte scriteriate sono ancora e sempre i cittadini e il personale medico e paramedico residuo, depauperato piuttosto che potenziato – come promesso – e costretto a lavorare in modo indegno e irrispettoso della propria professionalità ed abnegazione”.