Matteo Biancofiore denuncia alla Procura di Foggia il presidente di Confcommercio, Gelsomino, per falso ideologico nella modifica dello statuto finalizzata alla sua terza elezione, impossibile secondo le norme vigenti

«Bene la spinta al cambiamento dello Stato a Foggia,  ma anche il mondo delle imprese deve cambiare, non solo la politica» . Matteo Biancofiore denuncia alla Procura di Foggia il presidente di Confcommercio, Gelsomino, per falso ideologico nella modifica dello statuto finalizzata alla sua terza elezione, impossibile secondo le norme vigenti

Matteo Biancofiore – www.dauniacom.it –

«Lo Stato, nelle sue espressioni più autorevoli come la Magistratura, la Prefettura, le Forze dell’Ordine, con le inchieste giudiziarie condotte e i provvedimenti commissariali adottati, ha impresso a Foggia e all’intera provincia una spinta determinante alla legalità nell’esercizio prezioso della democrazia per l’elezione di rappresentanti del territorio al servizio del bene pubblico e non dei propri interessi.

Ma non solo in politica, se davvero si vuole un cambiamento radicale della realtà in cui viviamo, va perseguito ed estirpato laddove si annida più subdolamente: nelle stanze del potere economico che, in maniera più incisiva della politica, governa a proprio piacimento, illegittimamente, irregolarmente e illegalmente, i flussi finanziari (che con le provvidenze del Recovery saranno maggiormente allettanti) da cui dipende il futuro dell’intera Capitanata interpretato da quella classe politica e dirigente che lo Stato ci chiede di cambiare, sradicando le radici del malaffare, facendo appello alla coscienza e alla corresponsabilità civica di ognuno di noi».

Così Matteo Biancofiore, già presidente di Confcommercio, della cui giunta è attualmente componente, spiega le ragioni che lo hanno spinto a depositare presso la Procura di Foggia una dettagliata denuncia contro il «falso ideologico in atto pubblico, commesso sicuramente dal presidente Gelsomino, con verifica di eventuali responsabilità in capo ad altri soggetti, fra i quali lo stesso notaio rogante», che convalidava il verbale dell’assemblea convocata il giorno 21 giugno scorso per deliberare alcune modifiche dello statuto vigente in previsione delle prossime elezioni per il rinnovo degli organi direttivi dell’associazione.

Nel verbale in questione, «il presidente Gelsomino Cosimo Damiano», è riferito nella denuncia presentata da Biancofiore, «fra le altre cose “constata e fa constatare” che “sono presenti tanti soci rappresentanti il quorum richiesto per l’adozione delle delibere di cui intra, ai sensi dell’art- 24 del vigente statuto”».

Nella denuncia si fa notare che “la norma citata” prevede che, per deliberare modifiche allo statuto, occorre la presenza di almeno la metà più uno dei soci complessivi e la metà più uno dei voti dei presenti. In poche parole, il presidente Gelsomino ha “constatato” e ha fatto “constatare” che il quorum richiesto era stato raggiunto.

Non essendoci nel verbale alcun riferimento a eventuali deleghe, quel giorno in assemblea, secondo Gelsomino, erano presenti circa 1.500 persone, cioè la metà più uno dei soci di Confcommercio Foggia. Senonché – al netto della banalissima osservazione che la sala ove si svolge la riunione non può accogliere 1.500 persone – è noto a tutti che quel giorno non erano presenti più di 60 persone. Questo comporta che il verbale di assemblea di che trattasi, contiene una circostanza falsa nel momento in cui attesta la presenza di un numero di soci diverso da quello reale.

Trattasi di falso ideologico in atto pubblico, commesso sicuramente dal presidente Gelsomino»! Il quale, viene sempre scritto nella denuncia presentata alla Procura, «ha fatto illegalmente approvare le menzionate modifiche allo statuto allo scopo di potersi candidare per la terza volta consecutiva alla carica di presidente, cosa non possibile stando alle norme vigenti prima delle modifica».

Ragion per cui Biancofiore con la denuncia chiede agli organi competenti «che vengano adottati tutti gli opportuni provvedimenti per impedire che si proceda alle elezioni in associazione sulla base di norme illegalmente approvate»; e sollecita che venga «promossa l’azione penale nei confronti dei responsabili» del verbale falso riferendo di testimoni che possono comprovare quanto denunciato. (comunicato)