Immigrazione, Passera (Italia Unica): Piano Juncker rischioso per l’Italia

Sull’immigrazione dal Nord Africa e sulla tratta dei migranti, Italia Unica si è già espressa in modo netto con il documento della Direzione nazionale di sabato scorso. Ma in vista del vertice UE domani, alla luce delle indiscrezioni riguardo il piano redatto dal Presidente Juncker, appaiono necessarie e urgenti alcune precisazioni, richiamando l’Unione Europea ad un ruolo più attivo e responsabile, come chiesto anche dal Presidente Mattarella, e che non prefigurino – come emerge chiaramente dalle bozze – una penalizzazione del nostro Paese.

E’ molto importante che su questo tema la UE parli con una sola voce all’ONU. L’obiettivo finale è di ottenere l’appoggio delle Nazioni Unite per la necessaria cornice di legalità internazionale ai fini di interventi forti e coordinati contro la tratta degli esseri umani.

Tuttavia bisogna stare molto attenti a quali sono le mosse da adottare in ambito comunitario. Sotto questo profilo, infatti, il cosiddetto piano Juncker appare molto pericoloso per il nostro Paese. Intanto perché, di fatto, “commissaria” l’Italia per quanto riguarda le procedure di accertamento dei migranti (identificazione, fotosegnalamento, ecc) e lascia trasparire l’intento della UE di tutelarsi rispetto alla intenzione di molti migranti di trasferirsi verso altri Paesi europei. In secondo luogo, conferma ciò che è sancito dall’Accordo di Dublino e dunque che la responsabilità ultima del trattamento e accoglienza dei migranti è del Paese europeo di arrivo. Inoltre l’idea di una task force ha senso se a valle del fotosegnalamento si definisce immediatamente il trasferimento dei richiedenti protezione in altri Paesi UE sulla base di quote predefinite e non per fossilizzarne la presenza in Italia a prescindere dalla vera volontà degli interessati .

Non solo. Il piano Juncker parla di appena 20.000 rifugiati da suddividersi tra Paesi europei, tra cui ovviamente la stessa Italia. È appena il caso di rilevare la necessità di porre estrema attenzione a parametri che potrebbero essere penalizzanti per noi.

Corrado Passera leader di Italia Unica - www.dauniacom.it -
Corrado Passera leader di Italia Unica – www.dauniacom.it –

La conseguenza di una simile impostazione – che ci auguriamo palazzo Chigi, la responsabile Pesc Mogherini ed il ministro Gentiloni non recepiscano – sarebbe che l’Italia, se non si interrompono gli sbarchi, diventerà un Paese con un numero imprecisato ma grandissimo di immigrati non programmati e conseguenti costi altissimi di gestione: già oggi non siamo lontani da 2 miliardi. Non dimentichiamo che sono già decine di migliaia i contenziosi instaurati da altri Paesi UE per rimandarci migranti clandestini secondo le norme di Dublino.

In sostanza se l’atteggiamento del Governo non cambia siamo nei guai: il sospetto è che tanta acquiescenza sia da ricercare nella campagna elettorale in atto e nella volontà del governo di non affrontare temi così spinosi. A cominciare dalla responsabilità di una così grave emergenza troppo a lungo rimandata, e che ci sta scoppiando in mano.

Italia Unica guarda con attenzione agli sviluppi di una questione così delicata, e come è nel suo stile è pronta a mettere sul tavolo proposte concrete di prima soluzione, oltre naturalmente a quelle già contenute nel documento approvato dalla Direzione nazionale e pubblicate qui.

Innanzitutto dobbiamo drasticamente accelerare le nostre capacità di accertamento prevedendo anche un canale straordinario per la gestione delle cause di appello fino al giudizio della Cassazione riguardanti le richieste di asilo, ricordando che finché non si arriva al verdetto finale quel tipo di immigrazione resta a carico dell’Italia.

Soprattutto è fondamentale ottenere da subito che gli altri Paesi europei si facciano carico di un numero di rifugiati (riconosciuti tali) ben maggiore dei 20.000 di cui si parla oggi. Oppure contribuiscano in modo sostanziale agli oneri sostenuti dal Paese di entrata nella UE. Dobbiamo inoltre cercare di ottenere una modifica dell’Accordo di Dublino (che passa per modifica della Costituzione UE) che porti la gestione dei migranti non programmati (almeno quelli con diritto di asilo) tra le responsabilità della UE, visto che oggi a livello comunitario si parla solo di armonizzazione e fondi per integrazione.

Italia Unica ribadisce con forza, dunque, la necessità di un’azione seria della UE che coniughi diritti e sicurezza, condividendo tra i vari Paesi membri le responsabilità e l’impegno per risolvere un dramma di proporzioni enormi che non può e non deve vedere l’Italia unica frontiera davanti alla straordinaria migrazione di centinaia di migliaia di persone in fuga dalla paura e dalle guerre.