C’ERA UNA VOLTA IL TRAM! 30 Agosto 1925: corsa inaugurale della Tranvia Torremaggiore-San Severo.

Torremaggiore, 30 Agosto 1925: inaugurazione del primo convoglio in partenza da San Severo.

Dall’Agosto 1925 fino a Marzo 1962 anche Torremaggiore ebbe il suo Tram.

Un sogno che diventava realtà, con la realizzazione dell’ambizioso progetto di creare un collegamento ferroviario tra Torremaggiore e la vicina San Severo; un collegamento, tanto ambito ed atteso, che permise l’apertura alla comunicazione e agli scambi.

Il tram, è stato l’emblema del sogno tecnologico che guarda al futuro e proietta verso la modernità.

Per lavoratori, studenti, militari in partenza per il servizio di leva e per tutti i semplici cittadini con l’esigenza di uno spostamento rapido, fu il mezzo di trasporto che portava velocemente, non solo verso mete fino ad allora difficilmente raggiungibili, ma che veicolava verso il progresso, annullando l’isolamento sociale e culturale.

Torremaggiore, fermata del Tram in Piazza Martiri.

Ma partiamo dalle fasi storiche: il primitivo progetto della tranvia risale agli inizi del 1900. Fu accantonato a causa della Grande Guerra e solo nel 1922 l’iniziativa viene ripresa, per poi concretizzarsi, con la stipula della convenzione tra l’Ufficio speciale delle Ferrovie e la STIEC  (Società Tranvie e Industrie Elettriche di Capitanata).

La grandiosa idea di costruire la tratta ferroviaria nasce grazie al genio dell’ingenere Luigi Grassi (1870-1956),e si realizza con il sostegno dell’avvocato Vincenzo Lamedica di Torremaggiore che, all’epoca dei fatti, era consigliere di amministrazione del Banco di Puglia, istituto che finanzierà il progetto.

Sarà la grande tenacia e perseveranza dell’ingegner Grassi, nel superare i mille ostacoli che si interposero nel difficoltoso cammino per la realizzazione della tranvia, a permettere che i lavori di realizzazione dell’opera prendessero il via il 6 Settembre del 1924.

Nell’agosto del 1925 il primo tratto della tranvia, che partiva dal capolinea di piazza Martiri a Torremaggiore e terminava alle Porte di San Severo, fu completato e la corsa inaugurale, celebrata da una folla esultante e dalla presenza di autorità cittadine e provinciali, fu un vero e proprio evento passato alla storia.

Ing. Luigi Grassi, ideatore de progetto e fondatore della tranvia

Dopo soli due anni, il raccordo con la stazione ferroviaria di San Severo venne ultimato, permettendo così anche il trasporto delle merci e il completamento della tranvia.

Infatti il progetto fu concepito non solo per lo spostamento delle persone, ma anche per aprire interscambi di merci e la tratta Torremaggiore – San Severo  apparteneva alla categoria delle tranvie intercomunali e si snodava per circa 10 chilometri.

Per trentasette anni la tranvia consentì l’importantissimo collegamento tra i due paesi vicini, diventando fondamentale mezzo di trasporto anche per i viaggiatori provenienti dalla zona del Sub-Appennino Dauno.

Il fenomeno della tranvia è storicamente ricordato ed è stato a lungo studiato e riproposto proprio per l’entità sociale e culturale di cui fu portatore.

È doveroso ricordare il lavoro storiografico compiuto dal dott. Marcello Ariano di Torremaggiore nella la stesura del suo libro: “Note storiche sulla tranvia di Torremaggiore”, Edizioni del Rosone, 2004, con Prefazione a cura di Eugenio Tosto.

Già autore di altre pubblicazioni riguardanti il territorio di Capinata, il dott. Ariano riesce, nel suo scritto, a creare un connubio perfetto tra la narrazione precisa e ricca di particolari, dettata dalla ricerca storiografica, e la vena poetica che anima il racconto intriso di malinconica nostalgia, rimasta impressa nei ricordi di un tempo ormai passato, che però è sempre vivo nel cuore di molti che quell’epoca l’hanno vissuta.

Marcello Ariano, “Note storiche sulla tranvia di Torremaggiore”, Edizioni del Rosone, 2004.

La tranvia di Torremaggiore, simbolo incontestabile del progresso umano e tecnologico, è stata una tappa fondamentale nello sviluppo della comunità Torremaggiorese, in quanto ha segnato, innanzitutto, il superamento dell’isolamento culturale, sociale ed economico del paese, e ha permesso di modificare le abitudini della vita comunitaria che si aprì finalmente ad altre realtà e di conseguenza al progresso.

Convoglio della tranvia di Torremaggiore composto da elettromotrice e vagone.