VACCINI: UN AFFARE PER PEDIATRI E CASE FARMACEUTICHE ( Genitori libera scelta)

Su 1070 bambini 79 non si vaccinano e al pediatra vengono decurtati  dalle buste paga di  agosto-novembre dai 4mila ai 4mila e 500 euro: decurtazione dovuta per il mancato raggiungimento dell’obiettivo imposto dall’Ausl di Rimini. Questa la notizia che riportava il giornale “La voce” del 21.08.2013.Passano gli anni e il profumo dei soldi che circonda i vaccini diventa un’esalazione  maleodorante per le casse dello  Stato.In questi giorni il quotidiano “LaVerità” (giovedì 17.01.2019) a poco più di un anno dall’approvazione della legge Lorenzin traccia le conseguenze: “Prima l’obbligo, poi la stangata. Prezzo dei vaccini su del 62%. Da un anno all’altro la spesa media per dose è passata da 14,02 a 22,74 euro e il costo per lo Stato è cresciuto di 130 milioni. Godono cinque case farmaceutiche. Straniere”Un affare per le multinazionali del farmaco e un piacere per medici e pediatri di libera scelta.Ed ecco allora la domanda che ci poniamo: passare da 4 a 10 vaccini obbligatori in assenza di situazioni di urgenza e necessità è stata una valutazione di interesse pubblico di sanità o un interesse privato di carattere economico?Il profumo di così tanti soldi potrebbe pregiudicare l’imparzialità del giudizio di medici e pediatri?


Genitori libera sceltaDott. Nicola di Meo


Fonte:La Verità del 27.01.2019;La Voce del 22.08.2013;https://www.bambinizerotre.it/genitori-rifiutano-vaccino-tolti-4-mila-euro-al-pediatra/ .