Casalvecchio di Puglia: lettera di saluto del Sindaco Noè Andreano a Don Modesto De Girolamo

Tocca ora a me unirmi a quanti mi hanno preceduto nell’esprimere lo stato d’animo di chi è costretto a separarsi da un Uomo portatore di valori: una ricchezza inestimabile.

Ed ho l’onore di farlo a nome di una comunità intera.

Abbiamo avuto il privilegio di aver vissuto il tuo Ministero in questa Parrocchia per 14 anni! Sembra ieri…

In questo tempo ci hai insegnato l’importanza delle relazioni tra le persone, delle relazioni vere, autentiche che arricchiscono chi le costruisce e chi le sperimenta e che si alimentano attraverso gesti semplici, come quello di un “GRAZIE”.

Ed il “GRAZIE” di questa Comunità è indiscusso.

E’ vero, chi è a capo di una Comunità, civile o religiosa, è soggetto a giudizio, critiche, approvazione o disapprovazione, ma se risulta evidente, come lo è nel tuo caso, che l’agire è al di sopra di ogni interesse, se non  quello del bene e della crescita dell’intera comunità; se si sperimenta che l’azione svolta crea indiscutibilmente un progresso della comunità che si guida, il giudizio globale non può che essere positivo, lodevole, anche se non unanime.

Nel caso di un Parroco, c’è Qualcuno più in alto di noi che guarda l’Uomo con occhi amorevoli di madre e di padre … non giudica … ma la tensione continua e vitale verso di Lui, verso il Bene, verso l’Amore, la Carità, la Giustizia, mette l’anima in continua discussione e dialettica, sfiora le corde più intime e spinge a sfide e profonde riflessioni, perché Lui è l’Unico al quale bisogna dar conto.

Don Modesto, sei stato Costruttore di Pace, prezioso esempio per tutta la Comunità, Guida spirituale dei nostri giovani che ti hanno dimostrato il loro affetto già in altre occasione in maniera commovente.

I tuoi insegnamenti hanno, indubbiamente, contribuito a formare le coscienze, a renderci consapevoli delle nostre potenzialità, imparando a conoscere i nostri limiti, ad educare le menti a percorsi illuminati dalla saggezza.

Indiscutibile l’efficacia della tua azione educativa nei confronti dei più giovani, tra le mura parrocchiali e fuori, a scuola e tra le strade, anche quando a muso duro, senza timori, affrontavi chi, tra i più giovani, manifestava nella dissolutezza, nella maleducazione l’effimera bramosia di una misera grandezza.

Lungimirante l’azione di una collaborazione con le istituzioni civili, da promuovere al di la dei soggetti che le impersonano, ma nel rispetto dei ruoli, evitando deleterie commistioni che avrebbero sminuito il lavoro di ciascuno. E per questo ti esprimo il mio personale ringraziamento.

Amorevole la tua dedizione nei confronti degli ultimi di questa comunità: gli anziani, gli ammalati, i poveri che hanno trovato in te e in chi ti stava affianco, tua sorella Concetta, una porta sempre aperta, con amore e discrezione. Anche a lei va il ringraziamento di tutta la comunità, per essersi presa cura di te ma soprattutto per aver amato questa comunità, sentendosi, da subito, come te, parte di essa.

Oculata e trasparente la gestione amministrativa della Parrocchia, con il pregevole supporto del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Grazie a te diverse opere resteranno a futura memoria in questa comunità: il restauro della Chiesa SS. Pietro e Paolo e del suo campanile, la ristrutturazione della casa canonica con la Grotta della Madonna di Lourdes da te ideata e voluta, il restauro della statua della Madonna delle Grazie, di quella di San Matteo,  solo per citarne alcune.

Ti va dato atto della lungimiranza nel concedere alla nostra Amministrazione Comunale la Chiesa del Purgatorio, condividendo con noi il progetto di un Centro Culturale di aggregazione di grande valore e che a breve avrà luce, frenato ora da noie burocratiche, superando le vecchie diatribe tra Parrocchia e Amministrazioni Comunali sulla proprietà dei beni. I beni sono della Comunità e chi la guida ha il “dovere” di metterli a disposizione per iniziative che mirano alla loro valorizzazione.

E non finisce qua. E’ di pochi giorni fa l’iniziativa intrapresa cogliendo un suggerimento dell’Amministrazione Comunale, di usufruire di un finanziamento pubblico per il restauro della tela presente nella Chiesa Madre, raffigurante la Vergine e gli Apostoli Pietro e Paolo nonché della statua lignea della Madonna dell’Immacolata.

Sua Eccellenza il Vescovo esorta i parroci a lasciare, a fine mandato, le comunità in cui esercitano il loro Ministero un “po’ meglio” (cito testualmente) rispetto a come le hanno trovate.

Ebbene, il tuo compito lo hai svolto egregiamente ed ampiamente e con estrema umiltà e generosità.

Molti ti avevano messo in guardia, all’inizio del tuo Ministero in questa Parrocchia, sul fatto che questa fosse una comunità “difficile”, popolo bellicoso perché “albanese”. Ebbene, la nostra “arbreshità”, come amo definirla, è un valore aggiunto: siamo un popolo forse difficile ma con grande dignità che comprende bene l’autenticità del proprio interlocutore e che è in grado di ricambiarla con altrettanto vigore lasciandosi guidare in percorsi di miglioramento e di crescita.

E questo è accaduto con te.

L’affetto che ti è stato testimoniato in tante occasioni è il segno di altrettanto amore, della capacità di donarsi che tu hai avuto nei confronti di questo popolo.

CI MANCHERAI, Don Modesto.

Ci mancherà il modo in cui sai dare risposta ad ogni nostro affanno, ad ogni nostra debolezza senza essere mai giudicati; ci mancherà il tuo disarmante sorriso, la brillantezza dei tuoi occhi, vero specchio della tua anima; ci mancherà il tuo modo di far sentire importanti, e mai inadeguati, gli ultimi; ci mancherà la tua coerenza, insegnamento ed esempio più efficace per tutti.

CI MANCHERAI…

Ma RESTERAI per sempre nei nostri cuori.

Resterà ciò che ci hai insegnato ad essere: umili, disponibili, capaci di ascoltare, disponibili a condividere un percorso, un pensiero, un’azione, capaci di diffondere la speranza, la  gioia, la bellezza, l’amore , pronti a dire “GRAZIE” anche nella sofferenza perché in essa si cresce.

E sono certo che per molti lo resterai, anche materialmente, per sempre. Non finisce qua!

Ora ti auguriamo di poter vivere con la stessa forza e con lo stesso entusiasmo il tuo cammino nella nuova comunità che andrai a guidare.

Accettiamo la scelta che Sua Eccellenza il Vescovo ha fatto da buon Padre della grande Famiglia Diocesana cui apparteniamo, di destinare uno dei suoi uomini migliori, il migliore (cito testualmente quanto da lui riferitomi) alla comunità che più ne ha bisogno.

Lo Spirito Santo ti dia la Forza ed il Carisma di essere per loro ancora esempio, guida e sprone come lo sei stato finora.

A noi tutti il dovere di accogliere ora il tuo successore designato, don Ciro, con lo stesso amore con cui tu ci hai accompagnato finora a testimonianza di una crescita di cui puoi ritenerti principale artefice.

Con questi doni che ti consegniamo, la targa ricordo e il paramento sacro che oggi indossi, l’Amministrazione Comunale, a nome di tutta la Comunità di Casalvecchio di Puglia, ti manifesta, e  desidera che porti sempre con te, tutta la sua stima ed il suo affetto.

Casalvecchio di Puglia, 5 gennaio 2019

Noè Andreano, Sindaco