Aggiudicata la Manfredonia Vetro da parte della multinazionale turca Sisecam per 15 milioni e 715 mila euro

Con un’offerta di 15 milioni e 715 mila euro la multinazionale turca Sisecam si è aggiudicata l’asta per l’acquisto dello stabilimento ex Sangalli Vetro nella zona industriale Macchia-Monte Sant’Angelo. “Ora abbiamo un acquirente certo, finalmente” – è il primo commento del Sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, che aggiunge – “Abbiamo raggiunto, tutti insieme, un grande obiettivo: l’ex Sangalli vetro ha un nuovo proprietario”.

d’Arienzo si rivolge direttamente alla società turca, la Sisecam: “Il Comune di Monte Sant’Angelo è aperto alla discussione e al confronto ma ci dovranno essere tre punti imprenscindibili: la ricollocazione di tutti i dipendenti, maestranze altamente qualificate; un forte rilancio dell’intero sito, con un piano ampio e strategico, che miri a farlo ridiventare uno dei poli più importanti della produzione di vetro del Centro-Sud Italia; dal dicembre 2014 istituzioni, lavoratori, Ministero, Regione, curatore fallimentare e sindacati sono stati uniti per affrontare questa vertenza: ora Sisecam si unisca a noi, stia dalla nostra parte, sia dalla parte del territorio” – conclude il Sindaco.

Sulla questione interviene anche il Consigliere comunale con delega all’Area Industriale, Vittorio de Padova: “Il forte interessamento della multinazionale Sisecam e del Fondo Internazionale Elliott che fino alla fine si sono contesi l’acquisizione di un’azienda presente nel nostro polo industriale ci consegna ancora di più una consapevolezza: abbiamo uno dei poli industriali più infrastrutturati del Centro-Sud Italia e quindi quell’area è idonea ad accogliere altre aziende per il rilancio dell’economia locale e territoriale”. “Oggi lì ci sono tutte le infrastrutture: depuratore di trattamento di acque biologiche e acque industriali, porto industriale alti fondali, approdo turistico, vettori energetici, metano, fogna, strade, svincoli, ferrovia, telecomunicazioni. Ora guardiamo al futuro di quell’area con l’attenzione massima sulla sostenibilità ambientale, affinché quello che è successo nell’era Enichem non si ripeta mai più, perché si può fare industria in questo territorio e nel nostro Paese senza dover rinunciare al diritto alla salute” – conclude de Padova.