Monito dalla UIL sul tema infrastrutture: è una Puglia a basso costo, ma a bassissimo servizio

“Svimez conferma che è una Puglia low cost, ma con un servizio di trasporti scadente: la Regione Puglia acceleri su aeroporti, trasporto su ferro e su gomma per tirare fuori il territorio dall’isolamento nel quale è piombato da anni”
Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e Enzo Boffoli, Segretario generale della UIL Trasporti regionale, commentano con una battuta i dati del rapporto Svimez sui trasporti regionali.
“Non c’era bisogno che lo comunicasse l’istituto di ricerca che, nella nostra regione, la dotazione infrastrutturale e dei trasporti è pressoché inesistente, oltre che inefficiente. Con la conseguenza, fin troppo logica, che per raggiungere la Puglia e in particolare alcune zone peraltro molto ambite dal punto di vista turistico, diventa un’impresa titanica. Ormai si tira a campare solo grazie al servizio low cost, mentre l’aeroporto di Grottaglie, che potrebbe diventare un punto di riferimento per l’intero arco ionico, per la Basilicata e per la Calabria settentrionale (tutte zone sprovviste di scali aeroportuali) resta chiuso o confinato al ruolo di “cargo”, e quello di Foggia rimane aggrappato alla promessa di rilancio e di allungamento della pista, faccende che hanno assunto i toni di una telenovela sudamericana”.

“Trasporto su gomma? Peggio che andar di notte – attaccano ancora Pugliese e Boffoli –. Il trasporto pubblico locale fa acqua da tutte le parti, tra ritardi sistematici e mezzi da far west, mentre le nuove compagnie a basso costo stanno uccidendo quelle tradizionali, senza alcuna alternativa all’isolamento, specie per il Salento, che tra l’altro è puntualmente penalizzato da Trenitalia, che a Lecce ha destinato solo 4 corse. Una miseria”.

A proposito del trasporto su ferro, Pugliese e Boffoli ricordano che “la Bari-Napoli, ad oggi, è un progetto solo sulla carta, a quanto pare complicatissimo da attuare neanche fosse il ponte sullo stretto di Messina. Quasi lo stesso discorso vale per l’alta velocità sulla dorsale adriatica, che pure sarebbe fondamentale non solo per il settore turistico, ma anche per tante aziende nostrane. Il raddoppio nella parte di pertinenza della Regione Puglia della S. Severo-Termoli, ovvero la S. Severo-Ripalta, è previsto per il 2022, mentre il Molise si è impegnato con proprie risorse a realizzare il raddoppio della Ripalta-Termoli che, a meno di imprevisti, dovrebbe essere terminato entro il 2027. Sulla linea adriatica, inoltre, la velocizzazione sarà completata nel 2018. Ci auguriamo che le tempistiche vengano rispettate, dopo lustri di vana attesa”.

“Recita un vecchio adagio che il turista arriva dove gli è concesso di arrivare. E non solo il turista, aggiungiamo noi, ma anche gli investimenti, settentrionali ed europei, quelli che per intenderci creano sviluppo e occupazione sul territorio. Ebbene, serve un cambio di marcia per tirare la Puglia fuori dall’isolamento in cui è piombata da anni, nel silenzio più assoluto. La Regione Puglia ha quindi un doppio ruolo da recitare: fare e in fretta quanto di propria competenza, a partire dalle opere ferroviarie e dalla messa a sistema degli aeroporti, e fare sentire la propria voce a Roma, dove si continuano a utilizzare due pesi e due misure, ripartendo le risorse solo ed esclusivamente al Nord, con il Mezzogiorno che è ormai scomparso dall’agenda governativa”.