Agricoltura. M5S scrive ai Prefetti pugliesi: Necessario tutelare i braccianti nelle ore più calde della giornata

I consiglieri del M5S Rosa Barone, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili, Mario Conca, Grazia Di Bari, Marco Galante, Antonella Laricchia e Antonio Trevisi hanno inviato una lettera ai sei Prefetti pugliesi, per chiedere di fissare un incontro nel corso del quale possa essere illustrata la mozione presentata lo scorso 3 luglio in Consiglio regionale, con cui si chiede al Governo di costituire il Tavolo tecnico monotematico tra i Prefetti e ANCI Puglia “per valutare azioni a tutela dell’ordine pubblico e per i profili sanitari correlati alle condizioni di vita e di lavoro nei campi”.
La mozione nasce per tutelare il lavoro dei braccianti, specialmente durante il periodo estivo, quando sono maggiori i rischi per la salute. Il territorio regionale, dalla Capitanata al Salento infatti, è caratterizzato dal fenomeno della raccolta nei campi di prodotti tipici stagionali con un incremento significativo della forza lavoro nelle aree rurali dove la prestazione lavorativa è svolta prevalentemente all’esterno anche nelle ore più calde della giornata.
“Il rischio è che per una normale prassi procedurale – spiega Rosa Barone – la mozione possa essere discussa dopo la pausa estiva e, quindi, quando volge al termine la fase critica che riguarda i centrali mesi estivi di luglio e agosto. Abbiamo pertanto ritenuto opportuno scrivere ai Prefetti di Puglia e all’Anci sia nazionale che regionale, per trovare una soluzione lampo a questo fenomeno come già avvenuto in altri comuni di Puglia tipo Nardò”.
La mozione ha l’obiettivo di garantire il diritto alla sicurezza sul lavoro e far sì che venga tutelato il regolare svolgimento del rapporto lavorativo, patrimonio fondante del diritto al lavoro.
“Le temperature delle ultime settimane, sono divenute sempre più calde – continua la consigliera pentastellata – con picchi che sono anche ben al di sopra della media stagionale del periodo. Il lavoro nei campi viene svolto anche nelle ore più calde della giornata – aggiunge – con temperature elevate che mettono in serio pericolo la salute dei lavoratori. Per questo bisogna prendere al più presto provvedimenti concreti, confrontandosi anche con le parti sociali. Questo divieto, limitato alle ore centrali della giornata, non è tale da arrecare alcun pregiudizio al lavoro, in considerazione del fatto che nei mesi estivi il sole sorge intorno alle sei e tramonta verso le ore venti – conclude Barone – ma consentirebbe un sereno prosieguo del lavoro nelle campagne, a tutela di tutti, lavoratori e imprenditori”.