Il treno diretto Foggia Roma non ci sarà, affondo del Sindaco di Foggia Landella

Le anticipazioni circa il nuovo orario estivo di Trenitalia ci restituiscono l’urgenza di recuperare per la provincia di Foggia un’agenda condivisa e reale, sul piano politico ed istituzionale, rispetto al grande tema della mobilità. Gli entusiasmi di chi, in assenza di qualunque riscontro ufficiale, aveva celebrato a mezzo stampa vittorie personali senza neppure attendere l’inizio della partita sono stati smentiti dalla realtà delle cose, con la certificazione del fatto che la città di Foggia non beneficerà di alcuna corsa aggiuntiva verso Roma.
La corsa verso la Capitale in partenza da Foggia alle 5.22 non ci sarà. Al contrario, ce ne sarà una con partenza da Benevento, mentre sarà attivata una nuova corsa da Bari verso Roma, anche se resta da comprendere la sua natura, dal momento che Trenitalia non ha ancora chiarito formalmente se si tratterà di un collegamento diretto o se, al contrario, saranno previste fermate intermedie.

In caso di un collegamento Bari-Roma senza fermata a Foggia, saremmo con ogni evidenza in presenza di una intollerabile penalizzazione per la Capitanata ed il nord della Puglia e di un accoglimento delle istanze del sindaco di Bari, Antonio Decaro. Circostanza di fronte alla quale, sono certo, il territorio saprà mobilitarsi, dimostrando la sua ferma e decisa opposizione nei confronti della decisione Trenitalia. Si tratta di un iter che ha dimostrato, ancora una volta, la completa assenza di una visione di sistema per la mobilità pugliese e la presenza di troppi interessi dichiaratamente ostili alla provincia di Foggia.
La sola ipotesi di una nuova corsa Foggia-Roma ha infatti scatenato la rabbia dei rappresentanti istituzionali di altri territori della Puglia, penso ad esempio al parlamentare Rocco Palese. Il quale, però, ha sperimentato adesso sulla sua pelle come la contrapposizione tra territori sia pratica paradossalmente controproducente, giacché Lecce è rimasta comunque fuori da un potenziamento dei suoi collegamenti. Così come l’assenza di una fermata intermedia a Foggia sul Bari-Roma danneggerebbe, e non poco, i cittadini della BAT, costretti a subire un notevole disagio in termini di spostamenti.

Indipendentemente dalla tipologia del nuovo collegamento tra Bari e la Capitale, sono tuttavia convinto che via sia spazio per una riflessione circa la possibilità di fare in modo che sia Foggia la stazione di partenza della corsa Benevento-Roma, ovviamente attraverso una rimodulazione dell’orario. Un’ipotesi aggiuntiva che considero ancora praticabile, tanto più se fossero confermate le indiscrezioni secondo cui la stazione di Benevento dovrebbe comunque essere logisticamente sostenuta da quella di Foggia. È una prospettiva che il territorio a mio avviso può e deve rivendicare in modo unitario.

Sullo sfondo, ad ogni modo, resta comunque la necessità di un cambio di passo nell’approccio al tema della mobilità. Occorre, come nei mesi scorsi ho provato invano a suggerire al sindaco Decaro, una visione di sistema, coordinata, che abbia come orizzonte non il soddisfacimento di questo o quel campanilismo ma, viceversa, la crescita complessiva della Puglia nella sua interezza. Ed è fin troppo banale rilevare come non potenziare il numero e la qualità dei collegamenti tra Roma e Foggia, ed anzi battersi per tagliare fuori la Capitanata anche dalle fermate intermedie proprio alla vigilia della stagione estiva, equivalga a rinunciare a cogliere le opportunità legate alle nostre straordinarie potenzialità in termini turistici.
Da questo punto di vista, qualora la corsa Bari-Roma non prevedesse nessuna fermata a Foggia, annuncio sin d’ora che sarò vigile affinché la Regione Puglia mantenga una posizione terza, evitando qualunque tipo di sostegno economico – diretto, indiretto o frutto di logiche di sponsorizzazione o pubblicitarie – al collegamento tra il capoluogo pugliese e la Capitale. Sarebbe impensabile mantenere in vita con le risorse dell’intera Puglia una corsa immaginata e richiesta tenendo in considerazione le esigenze di una sola parte della regione. In quel caso dovrà essere il mercato a dimostrare l’esistenza di un’utenza tale da giustificare l’attivazione di questa corsa. Lo dico anche e soprattutto all’assessore regionale alla Mobilità, Giovanni Giannini, ed ai rappresentanti della provincia di Foggia all’interno della Giunta regionale, Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia.

Confido nel fatto che l’esito negativo di questa vicenda possa essere un monito per coloro i quali preferiscono praticare la politica degli annunci solitari piuttosto che percorrere la via della definizione di strategie comuni da avanzare ai vertici di Trenitalia, nell’ambito di una interlocuzione serrata e seria in termini di programmazione. Le rappresentanze istituzionali, politiche, sociali ed economiche del territorio hanno già saputo attuare virtuose sinergie in altri momenti e su altre questioni. Ed è il caso di recuperare quello spirito anche nella vicenda relativa all’allungamento della pista dell’aeroporto Gino Lisa, per il quale servono risposte rapide e concrete da parte della Regione Puglia dopo la rimozione del vincolo sugli aiuti di Stato disposta dalla Commissione Europea