INCONTRO SUL COMPOSTAGGIO, UN COPIONE SCONTATO RECITATO ALLA PERFEZIONE DA MIGLIO E GRANDALIANO

Purtroppo ho potuto assistere solo in parte all’incontro organizzato dal Sindaco “per fare chiarezza”, a suo dire, sulla questione #compostaggio. #CittàCivile aveva programmato un focus interno e quindi sono riuscito a seguire la parte iniziale e finale della serata.
Nulla di grave, niente di nuovo sotto il sole.L’oretta è bastata per assistere alla recita di un copione che nulla aggiunge alla sceneggiata vista nei giorni scorsi.
La Regione, rappresentata dall’avv.#Grandaliano, conferma di essere in ritardo rispetto all’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Precondizione questa per la “calata degli Unni”, ovvero società private che legittimamente si stanno fiondando sul nostro territorio per accumulare tonnellate di frazione umida ben pagata dai Comuni.
Un bussiness chiaro, abbastanza semplice da comprendere, che poco o nulla a che fare con la produzione di compost, tra l’altro senza mercato.
Una Regione che da un lato dice di dover “solo pianificare” mentre istituisce una Agenzia Unica Regionale, presieduta da Grandaliano (avvocato di fiducia di Emiliano), che sembra proiettata verso una gestione centralistica di tutto il ciclo dei rifiuti. Dicono “Le scelte impiantistiche private non condivise con la Regione e con la neonata agenzia non faranno mai parte del nuovo piano regionale dei rifiuti”, con la consapevolezza di non avere, almeno per il momento, alcuna idea o investimento in atto per far conferire frazione umida in impianti pubblici.
Quindi, punto primo, qualcuno, oltre a non aver partorito nulla, viene pure a raccontarci storie inutili. Posto in essere che l’impianto privato è autorizzato e che quindi, dire che non farà parte del nuovo #Piano, rappresenta sostanzialmente una presa in giro nei confronti di una città, e di un intero territorio.
A meno che… a meno che, Grandaliano scriva nero su bianco nel nuovo piano che è fatto divieto per tutti i comuni conferire in impianti privati. Ha questo potere? Lo può fare? Ha questo coraggio? Io non credo, ma la lancio come provocazione.
Il secondo attore apparentemente “non protagonista” è il nostro Sindaco Miglio, che alza le mani dicendo “si tratta di una iniziativa privata, noi abbiamo solo negoziato per ottenere vantaggi in termini di ristoro, sicurezza e scontistica”. La domanda è spontanea: perché questo negoziato non è stato annunciato? Perché pochi eletti hanno potuto “negoziare” con la società i punti della pre-convenzione? Se alla società fosse stato imposto un prezzo per il conferimento pari a ZERO euro (come è stato proposto a qualche comune limitrofo), quelli della Safab avrebbero accettato?
Punto secondo quindi, il #Sindaco ha condotto una trattativa a porte chiuse, mettendo la città di fronte al fatto compiuto. Dopo due anni, a pochi giorni dai lavori, tenta maldestramente di uscire fuori indenne da una situazione a dir poco imbarazzante, per chi ha fatto della partecipazione e della trasparenza il suo cavallo di battaglia.
#Miglio ha mentito ai suoi elettori. Ha disatteso il suo programma elettorale.
Quella sull’impianto di compostaggio non è per noi di Città Civile un pretesto per attaccare deliberatamente l’Amministrazione Comunale. Abbiamo un approccio serio ad ogni questione e crediamo che il consenso si costruisca proprio sulla serietà. Insieme agli amici del gruppo #Attivisti5Stelle abbiamo semplicemente espresso un ragionamento nel merito della questione, puntando soprattutto ad evidenziare l’assoluta mancanza di programmazione regionale del ciclo dei rifiuti. Non è possibile comprendere la contrarietà all’impianto se non si colloca, l’impianto stesso, all’interno di una cornice priva di pianificazione.
Voi sareste contenti di avere uno di quei vecchi e puzzolenti cassonetti di ferro nel soggiorno di casa vostra?
In definitiva, il punto nevralgico è comunque un altro.
Quando pensiamo a questo ragionamento sul compostaggio bisogna rendere noto a Miglio e Grandaliano che è tutto già ampiamente superato in termini di visione. C’è chi ritiene, a giusta ragione, che scarti alimentari, sfalci, residui organici provenienti dalle normali attività familiari, dalle aziende artigianali del settore ricettivo, agricolo e alimentare e della piccola e media distribuzione possano, se correttamente gestiti, venire addirittura esclusi dalla filiera dei rifiuti.
In una cornice legislativa nazionale e regionale adeguata, questa visione ci porterebbe a fare i conti con la totale inutilità di accogliere impianti di grandi dimensioni che, già nel breve periodo, potrebbero non avere futuro.

Nazario Tricarico Città Civile