La posizione dei produttori italiani di pasta alle accuse di Grano Salus: nessun rischio per la salute

Nel commentare le analisi sulla pasta dell’Associazione Grano Salus, AIDEPI – Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane manifesta il suo stupore e disappunto di fronte all’ennesima azione denigratoria verso la pasta e i produttori italiani che nasce sulla rete con la sola finalità di creare allarmismo e disinformazione. La pasta italiana è sicura. Far credere che aver individuato tracce di residui ben al di sotto dei limiti di legge costituisca di per sé un problema per la salute è irresponsabile. Solo considerando il glifosato, nella misura trovata dalle analisi di Grano Salus, non sarebbe possibile superare i limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie neppure mangiando 300 kg di pasta al giorno: oltre 20 volte la pasta che consumiamo in media in un anno.

Esistono leggi a tutela dei cittadini e le analisi si dovrebbero fare per scoprire chi supera i limiti imposti dalle legge, non per fare un processo mediatico a chi invece produce nel pieno rispetto delle norme. L’EFSA stabilisce limiti precauzionali molto restrittivi, addirittura 100 volte inferiori al livello più basso al di sotto del quale non si hanno riscontri di effetti
negativi.

Ma tutta l’operazione di Grano Salus è diffamatoria e crea disinformazione: la presenza di fitofarmaci, tossine e metalli pesanti non è un marker di provenienza geografica e non è escluso che tracce delle sostanze citate possano trovarsi in grani italiani e del Sud Italia. Ed è inaccettabile insinuare che l’industria della pasta italiana miscelerebbe grani fuorilegge con grani a norma. Lo proibisce la legge europea, cui tutti i produttori italiani di pasta si attengono, lo impone la tradizione centenaria dei migliori pastai del mondo. AIDEPI si riserva di agire nelle sedi più opportune per tutelare la propria immagine e il proprio operato da queste gravissime accuse.

 

COMUNICATO STAMPA – Ad integrazione della nota del 28/02/2017 – GRANORO –

http://www.granoro.it/it/d/90/91/3213/comunicato-stampa-ad-integrazione-della-nota-del-28022017